La conoscenza va "mostrata"

I percorsi di apprendimento devono usare una procedura che guida gli individui a conoscere strumenti nuovi, con i quali possono giungere ad altra conoscenza.
Il rischio è sempre quello che intervenga quella che viene definita come obesità concettuale che deriva dalla presenza di due fatti fondamentali.
Da una parte deve esserci la presenza di una persona avida di riconoscenza che vende la conoscenza e dall’altra la persona avida di conoscenza che acquista la stessa in cambio dell’elogio.
Il meccanismo di scambio si basa sulla vanità.
Questo avviene sempre qualsiasi sia la moneta con il quale si paga. Potreste scambiare la conoscenza per denaro, per prestigio, per onore o per fatti che volgono verso l’elogio della personalità. Ogni moneta sarà buona per questi avidi e chi è avido di conoscenza, saprà pagare.
Si tratta di similarità ma spesso si deve intraprendere questo percorso per capire che la conoscenza non può essere acquistata ma solo mostrata.

Il vantaggio della reazione

Riflettete prima di muovere un vostro pensiero verso un vostro dire o un fare, quale vantaggio porterà a voi subito e in un secondo tempo quel pensiero.

Se non porta un vantaggio confermato (nel secondo tempo), allora è figlio della tensione nervosa o dell’impeto dell’emozione.

Se non porta vantaggio neppure nell’istante in cui viene osservato, c’è da sospettare che siate vittima di interferenze molto potenti.


Infatti, la reazione comporta sempre un vantaggio, questa è la differenza che dovete osservare.

Ascoltare

Lavorare sull’ascolto è un buon modo per lasciare andare, questo può essere un metodo per non focalizzare precisamente dentro di noi alcunchè.
Se ascolti non sei in grado di trattenere perchè sei sempre concentrato su altro.
L’importante è non ingigantire troppo le questioni personali ma neppure minimizzarle come invece si può tendere a fare per riequilibrare da una parte all’altra, generando quindi un’alternanza non armoniosa ma in grado di destabilizzare l’emotività.
Ascoltare per lasciare andare.
E’ l’ascolto attivo cioè quello che si apre verso l’altro per lasciare che si spieghi e si mostri e non per comprenderlo, come viene fatto nell’ascolto passivo, centrato sulla mente inferiore che deve dirigere l’altrui percezione sul lato di comprensione mentale.

Proiezioni del possibile



Questo tempo comincia con un nuovo avvento, un’energia potente in grado di trasformare il campo visivo nella primordiale trasformazione della materia. Stiamo parlando di materialità.

Allora tutto quello che è tangibile perchè anche visibile, sarà trasformato nella sua essenza.

L’energia giace sopra tutti e tutti sono stimolati nell’uso dell’energia e nella sua comprensione. Anche interiorizzata in un comportamento che può essere di non accettazione, ma stiamo parlando di comprensione come capacità data e non come accettazione equilibrata di una forza all’interno di un percorso.

Se così fosse, il mondo sarebbe evoluto molti anni fa.

Adesso bisognerà capire come è possibile agire in questi casi, cioè intersecando le proiezioni personali nelle possibilità collettive.