Da dove arriva una cometa?

Cometa di Halley (1066) in un arazzo di Bayeux

Per Aristotele le comete non erano altro che esalazioni terrestri perchè l’universo era considerato immutabile e perfetto. Seneca fu il primo a riconoscere, 4 secoli più tardi, la natura di corpo celeste.
Più concretamente nella seconda metà del 1500 si iniziò a studiare questo corpo celeste attribuendone una distanza più verosimile, attraverso l’osservazione e lo studio dei dati riportati.

Tuttavia bisogna arrivare al 1950, grazie all’astronomo Oort che ipotizzò l’esistenza di una nube (cd. Nube di Oort) sistemati fra Plutone e Alfa centauri (2 anni luce dalla Terra).
A differenza degli asteroidi presenti nella nube tra Marte e Giove, di natura più rocciosa, questi sono costituiti da frammenti di ghiaccio e polvere di roccia. Un terzo gruppo di asteroidi, situati nei pressi di Nettuno, fu denominata cintura di Kuiper, dal nome dell’astronomo americano che ne suggerì la presenza negli stessi anni di Oort.

Si pensa che le comete siano fatte di quella materia primordiale che ha generato il sistema solare, quindi conservano l’imprinting ed è questo l’aspetto energetico più importante che crea l’informazione, il messaggio, il ricordo, il seme della Vita.

Quando le comete cadono verso il Sole, ovvero entrano nel sistema solare interno, accendono la loro chioma perchè gli strati di ghiaccio si scaldano. Nel loro viaggio più si avvicinano al Sole e più perdono materiale che quando non è abbastanza leggero da essere sospinto dal vento solare, va a stazionare lungo il suo percorso. Questo genera gli sciami meteoritici che poi, quando verranno incrociati dall’orbita della Terra diventeranno le stelle cadenti.

Le stelle comete non sempre sfiorano i pianeti ma a volte restano attratte fortemente dall’orbita dei pianeti giganti, come è successo nel 1994 su Giove e poi ancora nel 2009, anche se nel secondo caso non è mai stata ufficiale la conferma che si trattasse di una cometa.

La cometa più famosa è la cometa di Halley che ogni 76 anni circa torna nei nostri cieli. Citata nei documenti storici già nell’anno 240 a.C.
Fu l’astronomo Halley che si accorse dall’analisi della traettoria di molte comete del passato che si trattava della stessa e per questo, venne denominata con il suo nome anche se non è stato lui a scoprirla. Il suo ultimo passaggio risale al 1986.

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