La paura di non essere buoni: una trappola dell’ego

Nel contesto della crescita personale e della spiritualità, la paura di non essere considerati “buoni” rappresenta un ostacolo significativo. Questo timore viene spesso alimentato dalla “Matrix”, un insieme di convinzioni e norme sociali che coltivano l’ego e offuscano il discernimento individuale. È proprio questo discernimento che permette all’energia creativa divina di fluire, un aspetto fondamentale del libero arbitrio e della nostra capacità di scegliere autenticamente.

La costruzione dell’ego

Quando siamo ossessionati dal bisogno di apparire buoni agli occhi degli altri, il nostro ego si rafforza, intrappolandoci in una spirale di giudizi esterni. L’ego, nutrito da questa paura, può diventare così predominante che ci allontaniamo dalla nostra vera essenza, impedendo l’emergere delle nostre energie creative innate. In questo stato, diventiamo spesso incapaci di ascoltare la nostra voce interiore o di vivere pienamente il nostro potenziale.

Le conseguenze della ricerca incessante di approvazione

L’inseguimento costante della bontà, definita secondo parametri esterni, porta inevitabilmente a vivere in uno stato di oblio. Invece di usare le esperienze della vita per accrescere consapevolezza e benessere, rischiamo di rimanere intrappolati in una rete di infelicità e risentimento. Essere “buoni” a tutti i costi può portare a una profonda insoddisfazione, nutriendo sentimenti di rivalsa e sofferenza che minano la nostra crescita spirituale e personale.

Libero arbitrio e consapevolezza

Il vero atto di volontà si manifesta quando ci liberiamo dalle catene dell’ego, permettendo alla nostra energia creativa di esprimersi senza restrizioni. È attraverso il discernimento che siamo in grado di prendere decisioni che rispecchiano il nostro autentico sé. Questo processo richiede coraggio: il coraggio di andare controcorrente, di essere fedeli a noi stessi, e di lasciare che la nostra luce interiore guidi le nostre azioni e scelte.

Verso una vita autentica

Riconoscere e superare la paura di non essere “buoni” è un passo importante verso una vita più autentica e appagante. Inizia con l’auto-osservazione e l’accettazione di sé, abbracciando la propria umanità e imperfezioni. Nel fare ciò, scopriamo che la vera bontà risiede nell’essere genuini, nel vivere con integrità e nel permettere all’energia creativa di fluire liberamente, portando a una maggiore consapevolezza e benessere. Affrontare la paura di non essere buoni è essenziale per spezzare le catene dell’ego e risvegliarsi da un oblio autoimposto. Questo ci avvicina a una vita di libertà interiore e profondo benessere, dove il libero arbitrio è realmente esercitato.

Pubblicato da Redazione

Amo la dialettica ma non disdegno la didassica.