Non peccare di umiltà

L’umiltà è un dono, un privilegio perchè riporta gli individui nella condizione della propria realtà, sottoponendoli a una riflessione critica su se stessi. L’umile è contrapposto al superbo e in un certo senso le due energie si curano vicendevolmente. Perchè dico (scrivo) questo? Spesso si considera la lateralità di un problema senza tenere conto che siamo in una realtà dove la stessa natura ci insegna che la polarità è l’aspetto fondamentale della rappresentazione reale di questa dimensione.  La polarità è la spinta alla creazione ma anche all’evoluzione della personalità. Senza polarità non esisterebbe rappresentazione di questo reale, molto probabilmente saremmo altrove! Essere nel campo allora indica la possibilità di appartenere all’interno dell’espressione polare in appartenenza con tutto, nell’armonia e nell’equilibrio psico/materiale. Non è possibile rifiutare l’esistenza di una polarità perchè questo non farà che attrarre opposto e solo per mantenere in piedi una realtà dimensionale. E’ molto semplice da verificare. Se io nego la superbia, attraggo superbia. Ma se io esalto umiltà non sto forse negando superbia? Alcuni maestri hanno parlato molto del valore positivo di quello che è stato additato come espressione negativa della personalità. Bisogna riflettere su queste osservazioni. Certamente l’eccesso di umiltà genera una condizione di attrazione verso personalità soppressive, superbe, manipolatrici che spingono l’individuo che pecca di umiltà verso la disistima e la mancanza di fiducia nelle sue possibilità.

L’umiltà non deve essere servile verso chiunque ma devota a te stesso prima di tutto. Solo in questo modo sarà per evolvere te stesso e gli altri.