L’energia secondo gli Antichi

Tratto dal libro “Vamp Empire”

Tra gli antichi insegnamenti il concetto di energia era certamente più comune rispetto a quanto si possa dire oggi.
Già gli antichi egizi ritenevano che la luminosità di una persona variasse a seconda del suo stato di salute e che era possibile curarla attraverso pietre e amuleti. Pitagora allo stesso scopo utilizzava le vibrazioni musicali e la poesia, gettando la correlazione fondamentale che vi è tra suoni, colori ed energetica umana.
Nel Rinascimento Paracelso affermava che ogni persona ha all’interno una forza vitale che irradia verso l’esterno sotto forma di luce.
Molto prima, nell’antica Cina, secondo i principi della medicina tradizionale, l’energia vitale è il Qi.

Il Qi racchiude il fluido vitale di cui è composto l’universo. Nell’uomo questa energia si trova qualche centimetro sotto l’ombelico in quel campo energetico che viene alimentato continuamente da respiro, emozioni, cibo (In questo campo agiscono gli esercizi energetici Sui Kan attraverso la respirazione addominale in unione con il movimento degli arti e del busto).
Il Qi si divide nell’energia nutritiva che deriva dal cibo che l’individuo mangia e che, in unione con il respiro, circola attraverso tutto il corpo (yinqi); energia celeste che è l’energia che respiriamo (tianqi); energia ancestrale che è quella che riceviamo dal passato (jing).
Per curare questo tipo di energia e permetterne una corretta circolazione, i cinesi agivano sui meridiani attraverso molte tecniche e anche arti marziali come il tai chi chuan e il qi gong.
Altra visione interessante è quella della tradizione Sufi che considera la persona come sostanza energetica all’interno della quale ci sono 180 traiettorie energetiche in cui l’energia si muove e attraverso le quali è possibile raggiungere la salute e stadi più elevati (evoluzione della costituzione energetica). Queste traiettorie variano nello stato evolutivo della persona e lavorare con esse è un impegno serio perché dono di Allah, Dio l’Onnipotente.