Il Valore dell’Unità


Ammettere di essere persone ordinarie e con delle carenze aiuta a ritrovare più direttamente il proprio valore.

E’ lo stesso valore che deve unire due persone in un rapporto di compartecipazione materiale-energetica-spirituale verso l’unità. Ma da questo punto di vista siete molto lontani in questo piano perché non avete la comprensione dell’Altro ma sempre di voi stessi tramite i vostri bisogni o desideri anche quando mortificate la vostra presenza verso la totale dedizione, lo fate solo per raggiungere quel senso di buonismo che in voi domina per educazione e cultura.

Allora, sembrerebbe impossibile raggiungere il piano della verità e della concretizzazione realizzativa ma in realtà è molto semplice. Riportando tutto nell’unità.

La conoscenza va "mostrata"

I percorsi di apprendimento devono usare una procedura che guida gli individui a conoscere strumenti nuovi, con i quali possono giungere ad altra conoscenza.
Il rischio è sempre quello che intervenga quella che viene definita come obesità concettuale che deriva dalla presenza di due fatti fondamentali.
Da una parte deve esserci la presenza di una persona avida di riconoscenza che vende la conoscenza e dall’altra la persona avida di conoscenza che acquista la stessa in cambio dell’elogio.
Il meccanismo di scambio si basa sulla vanità.
Questo avviene sempre qualsiasi sia la moneta con il quale si paga. Potreste scambiare la conoscenza per denaro, per prestigio, per onore o per fatti che volgono verso l’elogio della personalità. Ogni moneta sarà buona per questi avidi e chi è avido di conoscenza, saprà pagare.
Si tratta di similarità ma spesso si deve intraprendere questo percorso per capire che la conoscenza non può essere acquistata ma solo mostrata.

Il vantaggio della reazione

Riflettete prima di muovere un vostro pensiero verso un vostro dire o un fare, quale vantaggio porterà a voi subito e in un secondo tempo quel pensiero.

Se non porta un vantaggio confermato (nel secondo tempo), allora è figlio della tensione nervosa o dell’impeto dell’emozione.

Se non porta vantaggio neppure nell’istante in cui viene osservato, c’è da sospettare che siate vittima di interferenze molto potenti.


Infatti, la reazione comporta sempre un vantaggio, questa è la differenza che dovete osservare.

Ascoltare

Lavorare sull’ascolto è un buon modo per lasciare andare, questo può essere un metodo per non focalizzare precisamente dentro di noi alcunchè.
Se ascolti non sei in grado di trattenere perchè sei sempre concentrato su altro.
L’importante è non ingigantire troppo le questioni personali ma neppure minimizzarle come invece si può tendere a fare per riequilibrare da una parte all’altra, generando quindi un’alternanza non armoniosa ma in grado di destabilizzare l’emotività.
Ascoltare per lasciare andare.
E’ l’ascolto attivo cioè quello che si apre verso l’altro per lasciare che si spieghi e si mostri e non per comprenderlo, come viene fatto nell’ascolto passivo, centrato sulla mente inferiore che deve dirigere l’altrui percezione sul lato di comprensione mentale.