Il solstizio invernale 21 dicembre 2012

Il fenomeno del solstizio è dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto all’eclittica (intersezione del piano di orbita terrestre con la sfera celeste) definita così perchè è su questo piano (o linea) che avvengono le eclissi.
Il solstizio avviene quando il moto apparente del sole raggiunge il punto di declinazione minima. Quest’anno la data del solstizio è 21 dicembre 2012 alle ore 11:11 (tempo univesale).

Momento esatto del solstizio?

Il tempo universale è la misura di tempo che approssima il moto medio diurno del Sole, questo significa che per rapportarsi all’orario italiano occorre aggiungere un’ora o due quando è in vigore l’ora legale.  Quindi il solstizio in Italia non sarà alle 11:11 ma alle 12:11.

L’inclinazione dell’asse nei secoli è variata dai 22° ai 24° circa. Attualmente siamo a 23°27′ ed è in diminuzione. Lo spostamento dell’asse è dovuto ai terremoti (si parla di centimetri di spostamento) e sicuramente dai moti delle correnti marine e dai venti.

Nel giorno del solstizio la durata della notte è massima rispetto al giorno, abbiamo una supremazia della forza yin così’ come possiamo vedere dalla figura che ritrae questo movimento dela forza solare attraverso una visione d’ombra e luce.

Questo, ha rappresentato sin dall’antichità un momento di festa e di ritualità importante perchè questo momento ha qualcosa di magico e straordinario: il sole sosta per tre giorni sull’orizzonte per risorgere nella sua risalita e riconquista del cielo. Allora la Luce ricomincia la sua conquista verso le Tenebre per portare la sua vittoria nel momento del solstizio estivo.

In Egitto si celebrava il dio Horo, nell’antica Roma erano i giorni di Saturnalia. Questo perchè nei giorni che andavano dal 17 dicembre al 23, si insediava il dio Saturno (governatore del Capricorno).
Saturno presenta un’evoluzione nella simbologia archetipa: da dio dell’abbondanza, della fecondità e della ricchezza che nell’influenza della cultura greca diventa il mostro che divora i suoi figli. Solo Giove, il sesto figlio, riuscirà a sconfiggerlo diventando il nuovo governatore del Cosmo.
(nella figura un olio del 1638 dove giove bambino viene nutrito dal latte di una capra nel suo esilio lontano dal padre).

Una festa molto importante tra le popolazioni celtiche pre-cristiane era lo Yule che fa parte di uno degli otto giorni solari e viene spesso rappresentata come una ruota ad indicare il processo di mutabilità del movimento solare.
I simboli di questo giorno sono : l’albero del ceppo che veniva acceso in questi giorni e che doveva durare per tutto il periodo di festa. Il vischio che è una pianta parassita che non tocca mai la terra e viene definita nelle popolazioni del nord “la scopa del fulmine” e secondo i Druidi era una pianta magica che curava molti mali (infatti la tagliavano rispettosamente con un falcetto d’oro). L’albero di Natale che non è un simbolo cristiano come il presepe ma trae origini nella Germania del XVI secolo anche se non c’è una data certa. Possiamo però immaginare che l’albero sia simbolo della vita, così come nella tradizione di molte culture ed infatti, sempre i Druidi, notando che gli abeti erano sempre verdi anche nell’inverno, cominciarono ad adornarli per la festa del solstizio d’inverno.
Infatti Abete è una parola che racchiude l’alfa e beta  (alef e bet) quindi la nascita di tutte le cose ed infatti il solstizio invernale è la rinascita, la rigenerazione del nuovo ciclo di vita.

Dal punto di vista astrologico possiamo evidenziare alcuni aspetti fondamentali la cui spiegazione potrete trovarla sul canale di Radio Energia nella trasmissione dedicata al solstizio.
Buon solstizio a tutti!

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