Sull’Anima (dai dialoghi fratelli)

Un giorno un fratello incontrò il Maestro che aveva perduto. Festeggiarono insieme, con amore e amicizia e venne anche quel tempo il momento della partenza.

“Come potrò ritrovarti?” Chiese il fratello mentre il Maestro scuoteva la testa divertito da una domanda così sciocca.

“Sono sempre stato con te ragazzo.”

Il fratello era sconcertato da una simile risposta e guardava per terra, domandandosi cosa non avesse capito e perché il suo venerabile Maestro gli aveva risposto in quel modo.

Non aveva neppure il coraggio di guardarlo negli occhi ma lui si sedette ancora accanto al giovane e disse: ” Ascolta ragazzo, ti racconterò una storia.”

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No, grazie

Il guardiano della soglia è quell’evento/persona/emozione che si presenta come un fulmine a ciel sereno per verificare il tuo stato di assimilazione dell’esperienza. Se sei pronto, ti lascia passare oltre, e il tuo cammino spirituale procede. Se non hai davvero compreso, ti inganna ancora una volta e resti invischiato di nuovo in qualcosa che ti sembrava di aver superato. Spesso ho osservato questo procedimento nella mia vita e se da una parte, quel ricadere è stato più agevole da affrontare perchè non era la prima volta che mi era capitato, dall’altra l’inganno è stato molto più sottile e pesante probabilmente per rendermi ancora più forte spiritualmente.

La sofferenza è una scelta degli individui, per quanto possa essere difficile da capire un’affermazione del genere quando pensiamo a chi è maltrattato e in un certo modo impotente, come un bambino o un anziano. Perchè noi leggiamo in questa frase la scelta di chi è vittima quando invece si tratta della scelta di colui che infligge la sofferenza. Solo in questo modo puoi comprendere.

Quando il guardiano della soglia si presenta al tuo cospetto, puoi dire “no, grazie”, non per paura di rivivere esperienze dolorose ma per la comprensione che quelle esperienze non ti daranno ancora altra conoscenza. Sei qui per imparare, conoscere, amare. Sei qui per scegliere, non dimenticarlo mai.

Cikala Itka

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La luce e l’oscurità

Quando sei nella luce, non pensi all’oscurità. Quando sei nelle tenebre, non ricordi la luce. Eppure si tratta di due parti della medesima unità, tutto lo è in questa realtà: diviso, separato, opposto. Se tu comprendi il valore che è nella divisione, ritrovi l’unità. In te stesso, negli altri, ovunque.

La luce rivela l’oscurità celata, così puoi scorgere quello che non ti era apparso nella superficie. Nello stesso modo, le tenebre rivelano la luce fioca lontana, preziosa, ricchezze e talenti che mai avresti saputo trovare se non ti fossi disperso altrove.

L’unità è cosa stai cercando quando ti unisci con un uomo o una donna. L’unità è quello che cerchi quando vuoi prevaricare gli altri oscurandoli per illuminarti. L’unità è cosa cerchi quando ti disperi, sogni e ami. Dove puoi trovare l’unità se non in te stesso ? Perchè dai questa responsabilità a un altro fratello che come te è disperso nell’illusione del vivere?

Sogna, ama, crea. Sei luce, sei oscurità. Quando avrai compreso questo, sarai felice.

Cikala Itka